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Aprile 2007 - Heavy
Naples Live Report
(Da
Ondalternativa.it)
Dopo un pomeriggio a base di sole ed
alcool, in serata mi reco al Duel Beat
per assistere a questo ennesimo concerto organizzato dai mai troppo
osannati ragazzi della Delirio
Concerti. Mi preme innanzitutto porgere i miei più
sentiti complimenti all’organizzazione per l’ottimo lavoro
svolto e la riuscita di questa serata, ottimi i cambi di palco
(saranno passati massimo 5 minuti di attesa tra una band e
un’altra, nda) e acustica migliorata rispetto ai concerti
precedenti. Rimango un po’ deluso nel constatare che, grosso modo,
ci saranno poco meno di 200 presenti e questa è l’ennesima
conferma di quanto sia difficile organizzare eventi metallosi nel
Sud Italia; premesso che era di Domenica sera e che non ci si
trovava ad un megaconcerto con band famosissime, resta comunque
l’amara considerazione sulla non sempre adeguata partecipazione
del pubblico partenopeo (a tal proposito, più volte nel corso della
serata il singer dei Marshall, Bruno Masulli, si è speso in
accorati appelli ai presenti per un maggiore supporto a tali
manifestazioni, nda).
Aprono la serata gli Spleen,
band giovane che propone un soft prog/rock molto lineare non privo
di alcuni spunti interessanti. I brani sono ben eseguiti, ma la
presenza scenica e la capacità di coinvolgimento lasciano molto a
desiderare e il pubblico rimane un po’ freddo ma, si sa, il
compito degli opener è sempre arduo e non tutti riescono ad avere
un impatto immediato sugli astanti. Piccolo consiglio alla band: ho
trovato pochissime notizie di voi sul web, createvi un sito
ufficiale per farvi conoscere ed avere un minimo di visibilità.
Nemmeno cinque minuti d’attesa ed ecco salire sul palco i Paintbox,
inizialmente nati come progetto esclusivamente strumentale e in
seguito divenuti band classica a tutti gli effetti con l’aggiunta
dello “strumento” voce. Dico subito e schiettamente che i
Paintbox, a mio avviso, si sono rivelati il punto debole della
serata e mi hanno lasciato una sensazione decisamente negativa. 30
minuti circa di un miscuglio grunge-hardcore-metalcore ai limiti
della ciofeca e gli unici ricordi che ho in mente sono le urla del
cantante Tommy e il siparietto finale del bassista Alex che, a fine
concerto, lancia il basso sull’amplificatore confermando come la
tradizione del
“madonna-quanto-sono-figo-nello-spaccare-uno-strumento-sul-palco”
sia sempre attuale….mah.
Tutt’altra musica con i progmetallers Gorgeous
di cui avevo già sentito ottimi “rumors”, rivelatisi poi
esatti. I ragazzi ci sanno fare, le capacità tecniche ci sono e i
brani proposti hanno una buona influenza sul pubblico, me compreso; “Weavering
Spider” e “Metamorfosi” (brano in
napoletano, nda) sono ottime songs che mostrano una chiara influenza
di stampo Dream Theater e contribuiscono a riscaldare l’atmosfera
della serata, se poi ci aggiungiamo le buone performances del
cantante Thore e del chitarrista Manu il gioco è fatto. Ma non
riduco la loro esibizione a semplici virtuosismi individuali, i
Gorgeous suonano come una band unita e il risultato è positivo.
Promossi in toto!
Altro repentino cambio di palco ed ecco sulla scena i Savior
from Anger, progetto di Marco Ruggiero, già
chitarrista dei Nameless Crime e Landguard. La formula power/speed
di stampo teutonico proposta dal gruppo è decisamente accattivante,
i brani tratti dal disco "No Way
Out" fanno subito presa sul pubblico e la buona
presenza scenica unita al carisma del cantante Alessandro Granato
costituiscono quel valore aggiunto che rende l’esibizione dei
Nostri più che soddisfacente. Se a tutto ciò ci aggiungiamo le
ottime prove individuali dei già citati Ruggiero e Granato e la
buona pulizia del suono ecco che subito ci si rende conto
dell’esibizione sopra le righe della band.
Altro giro, altra band, stavolta
tocca ai mitici Loadstar
salire sul palco. La curiosità di vedere dal vivo questa band
(formatasi nel 1985, scioltasi nel 1989 e ritornata alla carica nel
2005) era tanta e l’attesa è stata ripagata ampiamente. Il tipico
sound degli 80’s, quella commistione tra heavy metal, hard rock e
spunti di pinkfloydiana memoria e la semplice passione musicale che
unisce questi ragazzi ci dà una vaga idea di cosa siano i Loadstar;
brani come “Screen Addiction”,
“Voodoo Star”
meriterebbero ben altra collocazione che un semplice demo e
l’ottima esecuzione di “Revenge”
(attestata anche dall’entusiasmo mostrato dal pubblico, nda) mi fa
capire quanto siano elevate le potenzialità di questa band sia in
sede compositiva, sia in sede live. Nella speranza di poterli
rivedere live al più presto, sento il dovere di auspicare una
maggiore visibilità e il dovuto riconoscimento ad una band che
merita ben altre posizioni nel panorama metal italiano; una gradita
sorpresa per il sottoscritto, grandissimi!
La serata si conclude con l’esibizione dei Marshall,
paladini dell’epic/power/progressive partenopeo. E’ la terza
volta che assisto ad un loro concerto e devo dire che le
performances live dei Nostri sono costantemente migliorate nel corso
degli anni, ormai sono una certezza. La set list comprende sia brani
presenti nell’ultimo disco “Pages from the past: tome I” - “Mission:
Empire”, “The Call of the Banshee”, Knights of the Black
Cross” - , sia brani più datati come “It’s
Magic”. Perfetta sintonia tra i riff di Joe
Dardano e le partiture elettroniche introdotte da Carlo Castellano,
a cui si vanno ad aggiungere il carisma e le qualità vocali del
Masulli, il tutto premiato dalla calorosa partecipazione del
pubblico durante i cori e i virtuosismi chitarristici del Dardano.
Si chiude in bellezza con “Atlantis
Rise” tra gli applausi e la soddisfazione dei
presenti e con la consapevolezza di trovarsi di fronte ad una band
matura, di esperienza e solida in ambito live.
Bilancio finale della serata estremamente positivo, il Duel si
conferma un’ottima base logistica per concerti di portata
medio-alta nell’area napoletana (piccola tirata d’orecchie per i
3 euro di parcheggio, nda), peccato solo per l’affluenza al di
sotto delle attese, ma sono sicuro che i “guaglioni” della
Delirio saranno ripagati alla grande da una massiccia partecipazione
di pubblico allo Shammer Metal Fest.
a cura di Myskin
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